Pubblicato da: mediatecatricarico | dicembre 1, 2009

Pozzo di piazza Mons. Raffaello Delle Nocche

Di forma ottagonale, è delimitato da otto puteale in pietra, non decorata, ad eccezzione di una semplice modanatura alla base, poggia su un gradino della stessa forma. L’ uso di far forma poligonale alle vere da pozzo risale ai sec. XVI- XVII, così come l’ utilizzo delle colonne laterali di sostegno all’architrave. Il pozzo presenta lateralmente due colonne( non originali), poggiati su due semplici basi, che sorreggono, tramite due capitelli di tipo “dorico romani” , una architrave non decorata, recante l’iscrizione: ANNO IUBILEI MDCL . Sopra l’architrave troviamo lo stemma vescovile dei caraffa. All’ architrave era fissata la carrucola metallica per lo scorrimento del cavo per il sollevamento dell’acqua.

Ubicazione: piazza Mons. Raffaello Delle Nocche; l’ attuale piazzetta era parte integerante del palazzo vescovile, probabilmente ospitava un giardino . Il pozzo  ubicato al centro della piazza, era utilizzato fino agli inizi del nostro secolo (come è attestato da vecchie foto), risale al sec. XVII.

Bibliografia:
“Catalogazione di portali, stemmi, pozzi, pvimentazione del centro storico di tricarico”, Sabrina Lauria.

Pubblicato da: mediatecatricarico | novembre 26, 2009

Pozzo del Convento di S. Antonio

Il pozzo si presenta di forma poligonale, costituito attualmente da sei puteali di pietra, non decorati.
Ai lati due colonne che terminano con capitelli di tipo corinzio a foglie, queste sono inglobate in due basi di sostegno affiancate al pozzo.
I capitelli risultano particolarmente decorati sui quattro lati, uguali a due a due. Sul capitello di sinistra troviamo due angeli e una colomba con il ramoscello di ulivo e un’ aquila, sul capitello di destra due figure umane e due anfore con frutta. Continua a leggere…

Pubblicato da: mediatecatricarico | novembre 26, 2009

Torre Rabatana

Verso il 980 giunsero  a Tricarico i Saraceni: entrarono dalla parte bassa del paese, la quale non era difesa dalle mura di cinta, come gli altri rioni. Poichè era loro intenzione fermarsi, pensarono subito a costruire, nella parte ove mancavano, le mura con i fortilizi cominciarono così a sorgere quelle che ancora oggi sono chiamate porta e torre “Rabatana”. Continua a leggere…

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