Pubblicato da: mediatecatricarico | novembre 20, 2009

Palazzo Ducale

Di grande interesse storico e artistico, l’imponente residenza signorile occupa una posizione centrale nella città di Tricarico.
Il Palazzo ducale di Tricarico occupa un posto di rilievo tra i beni architettonici dell’abitato. La severa mole dell’edificio è situata in pieno centro storico: si affaccia su piazza Garibaldi ed ha il suo ingresso principale in via Vittorio Veneto.
L’accesso avviene attraverso due bei portali in pietra recanti gli stemmi dei Pignatelli e dei Revertera. Attraverso il doppio portale si giunge ad una corte aperta, dalla quale si dominano le valli del Bradano e del Basento. In questo atrio, oltre al panorama della valle, si possono osservare un loggiato aggettante con arconi e delle torrette di avvistamento, oggi conservate in parte, che un tempo si allineavano con le mura di cinta della città, chiudendo il sottostante spazio pubblico della piazza.

Sotto la dominazione normanna Tricarico conobbe una fase di espansione urbana che si sviluppò verso la zona oggi occupata dal Convento di Santa Chiara. Così, col passare del tempo, lo spazio intramuraneo tra i rioni e il castello venne progressivamente colmato da chiese (la chiesa Madre e quella di San Francesco) e da residenze tra le quali si distingueva per maestosità il Palazzo Ducale.
Il palazzo fu la sede signorile dei Sanseverino, conti di Tricarico (la famiglia detenne la contea dall’epoca normanna al 1605) e principi di Bisignano. Da questa sede, centro della loro Corte principesca, vennero emanati nei secoli XIV-XVI importanti privilegi comitali in favore dell’università tricaricese.
Restano, a testimonianza della presenza dei Sanseverino, numerosi stemmi lapidei disseminati lungo le pareti dell’edificio.L’impianto originario del palazzo risale ai secoli XV-XVI, tuttavia furono numerosi i lavori di ampliamento effettuati nel Seicento per opera del duca Francesco Pignatelli di Bisaccia e dei Revertera della Salandra che lì abitarono stabilmente. Le informazioni sulle varie fasi costruttive e decorative dell’edificio ci sono giunte grazie ai lavori di restauro ma anche da fonti archivistiche dell’epoca.
Oltre ad apporre i propri stemmi sul portone d’ingresso e su quello interno, i duchi Pignatelli e Revertera ristrutturarono il palazzo sostituendo le grandi capriate del tetto con dei controsoffitti in legno dipinti. Di questi ne è sopravvissuto uno di gran pregio artistico che raffigura una scena della Gerusalemme Liberata, rifinita da un fregio floreale.

Altre pitture murarie, realizzate sempre nel Seicento, rappresentano invece scene di caccia e motivi floreali; il salone degli stemmi, il più imponente dei vani, è ornato nella sua parte superiore da una interessante serie di simboli nobiliari.Un’immagine del palazzo relativa a quell’epoca ci viene offerta da una stampa realizzata da G.Braun e F.Hogemberg nel 1618 a Colonia. L’edificio, denominato “Palazzo del Principe”, è chiaramente distinguibile in questa illustrazione che raffigura “Tricaricum Basilicatae civitas” e che costituisce la tavola 17 nel liber VI dell’ opera “Theatrum Urbium praecipuarum mundi”.
Altre modifiche seguirono a quelle seicentesche: nell’Ottocento il Palazzo venne sopraelevato, mentre alcune feritoie e caditoie furono aggiunte all’epoca del brigantaggio.

Agli inizi del Novecento il Palazzo venne acquistato assieme a vaste tenute una volta feudali da Silvio Turati, un industriale piemontese. Questi fece dell’edificio la sede dell’amministrazione della sua azienda agricola. Divenuto proprietà della Provincia di Matera il Palazzo venne utilizzato negli anni Ottanta come edificio scolastico.
Attualmente un’ala del Palazzo ospita la sede della Soprintendenza Archeologica. L’imponente edificio costituisce l’unico esempio fino ad oggi conosciuto di Palazzo Comitale in Basilicata. Nonostante le modifiche che si sono succedute nei secoli, esso rappresenta un ottimo esempio della tipologia delle residenze di Tricarico. Notevoli sono poi gli elementi architettonici che, nella loro somiglianza, rimandano al più famoso Palazzo Ducale di Urbino.
Gli interventi di restauro che lo hanno riportato al suo antico splendore consentono di coglierne a pieno l’importanza artistica, storica e monumentale.

Bibliografia:

  • Tricarico: Storia- Arte- Architettura; Carmela Biscaglia, Sabrina Lauria; Editori 129; Matera (1993) pg. 87
  • Opuscolo ” Percorsi d’ arte” pg. 3
  • Il Palazzo Ducale di Tricarico; Scuola media statale “R. Scotellaro” di Tricasrico- classe 1^ B prof.ssa C. Biscaglia; a. s. 1995-96

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