Pubblicato da: mediatecatricarico | novembre 24, 2009

Case Palazziate

Elementi determinanti dell’archittettura privata di Tricarico sono i numerosi palazzi nobiliari o “case palazziate” individuabili anche nella stampa del 1618, che riproduce più tosto fedelmente l’attuale cetro storico.
Residenze cinque-seicentesche delle ricche famiglie del Seggio della nobiltà ( Palazzo Putignani, Palazzo Ronchi, Palazzo Ferri e altri..) e del ceto più colto ( Palazzo di Notar Gliptoleo), sovrastano con la loro struttura imponente, pur nella essenzialità e severità delle linee, le modeste abitazioni contadine che le circondano. A questi edifici si affiancano, tra ‘ 700 e ‘800 , i palazzi della borghesia agraria (Palazzo Santoro, Palazzo Cigliese, Palazzo di Nubila) e tutti si fortificano con il brigantaggio.

Sono accomunati da una ricorrente tipologia e da alcuni caratteri planimetrici della costruzione, di probabile influenza araba: passando dalla strada (spazio pubblico), al cortile (privata), pavimentato a riquadri con ciottoli di fiume e laterizi, l’ingresso è caratterizzato da un portale, per lo più sormontato dallo stemma gentilizio in pietra scolpita, materiali con cui sono lavorati pure gli stipiti delle finestre e le mensole dei balconi, arricchiti da ringhiere in ferro battuto; l’atrio, coperto o scoperto, presenta un percorso voltato o un ambiente filtro che immette nel giardino interno e, nel contempo, vi sono ubicati gli ambienti di servizio: cantine, cisterne, stalle, magazzini per le derrate alimentari di una famiglia dagli interessi agro-pastorali. Sempre nel cortile, una scala in pietra conduce al piano psuperiore adibiro a residenza.
Qui il salone centrale con il suo grande camino in pietra, comunica con la cucina e la dispensa e permette anche l’accesso alle camere da letto, allo studio, alla biblioteca, e alla cappella con altare in stucco. Gli ambienti hanno volte a crociera o a padiglione realizzata in mattoncini, canne o “cucun” , nei piani inferiori anche in pietra spesso presentano pitture murali. Questi palazzi, con i loro arredi, i dipinti, le ricche biblioteche, di cui per la verità rimane poco, testimoniano la ricchezza e la cultura di famiglie locali che sapevano interesse legami con gli ambienti intellettuali di Napoli.

Bibliografia:
Tricarico: Storia – Arte- Architettura, Carmela Biscaglia, Sabrina Lauria, Edizioni 129 , Matera pg. 59


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