Pubblicato da: mediatecatricarico | novembre 24, 2009

Don Pancrazio Toscano

Don Pancrazio Toscano (1883 -1961) nasce a Tricarico da padre muratore e madre casalinga. Dopo aver esercitato da ragazzo l’arte paterna, seguì gli studi ecclesiastici e nel 1917 fu ordinato sacerdote a Tricarico, dove si trovò ad operare in un contesto sociale di povertà, in cui la miseria veniva ancora accettata come un evento naturale.
Questo sacerdote, la cui azione umanitaria fu sempre caratterizzata da un approccio pragmatico, ricco dell’esperienza maturata come soldato di sanità presso l’Ospedale Militare di Bari, decise di offrire ai più poveri del suo paese un tetto sicuro ed un pasto giornaliero.  A tal fine individuò nel quattrocentesco convento diroccato di S. Antonio, proprietà comunale dal 1863 e da decenni adibito a ricovero delle greggi, la sede della sua Pia Opera.

Progettista e direttore egli stesso dei lavori di recupero, “senza computi metrici, voci di bilancio e finanziamenti“, mise in moto un’originale crociata di solidarietà, che gli assicurò attraverso le generose contribuzioni dei tricaricesi e degli emigrati nelle Americhe, le fonti finanziarie per restaurare lo stabile, resogli disponibile dall’Amministrazione ed aggiungervi nuove ali nel quarantennio successivo. Attorno al 1926 furono accolti i primi assistiti in quel convento, che già nel 1923 il Vescovo Raffaello Delle Nocche, aveva individuato come sede della Casa Madre delle “Discepole di Gesù Eucaristico“. Quelle suore, “necessarie per assistere e curare i vecchi” – come scriveva don Pancrazio –che soffrono anche la fame per il tozzo di pane da dare ai vecchi ricoverati” e che tra il primo e il secondo dopoguerra si presero cura anche dell’annesso orfanotrofio, continuano ancor oggi ad accudire gli anziani della Casa di riposo.

Ma Sant’Antonio era raggiungibile solo attraverso una mulattiera. Don Pancrazio, convinto della necessità di avvicinare la Pia Opera all’abitato, avviò la costruzione di un’importante strada, coinvolgendo nel suo progetto volontari e ragazzi per il trasporto delle pietre e dei materiali.
L’arteria, attualmente di fondamentale importanza per raggiungere le zone di espansione di Tricarico, si inseriva in un disegno urbanistico di più vasto respiro, tendente a migliorare l’accesso e la vivibilità dei quartieri contadini di Rabata e Saracena. Di questo progetto, che aveva coinvolto pure il sindaco Rocco Scotellaro, il vecchio prete “urbanista” riuscì a realizzare soltanto il ponte sul torrente Milo. La grandezza di don Pancrazio Toscano comunque, non è solo legata alla fondazione della Casa di Riposo di S. Antonio, tuttora operante in favore degli anziani della Basilicata, ma soprattutto alla sua esemplare vita sacerdotale donata interamente agli altri.

Linkografia:
http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=22849


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